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Donne sempre in pista per la sicurezza sulle strade
Ogni anno gli incidenti stradali causano morti e feriti, sconvolgendo l’esistenza di migliaia di persone. Soprattutto donneOgni anno gli incidenti stradali causano morti e feriti, sconvolgendo l’esistenza di migliaia di persone. Soprattutto donne.
di C. Ferrario

“Quando la strada ferma la corsa: il ruolo della donna”. È questo il titolo di un volume tratto da una ricerca condotta dall’Università Bocconi di Milano e promossa dalla Fondazione Ania per la sicurezza stradale e da O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna).

Nella ricerca vengono presentati dati aggiornati sugli incidenti stradali che figurano tra le prime cause di morte anche in Italia.
Ogni anno la strada fa migliaia di vittime nel nostro Paese, ma se il numero dei decessi è elevato, quello dei feriti è a dir poco impressionante: sono oltre un milione in un anno le persone coinvolte in incidenti stradali che in molti casi provocano invalidità permanenti anche gravi.
I numeri per il 2007 parlano di oltre 150mila feriti con invalidità superiore ai 9 punti percentuali e di questi più di 55mila erano donne.

E le donne non sono solo vittime dirette della strada: “verosimilmente, infatti, si può affermare che per ogni uomo gravemente coinvolto in un incidente stradale esiste una donna colpita nel suo ruolo di madre, di compagna o di figlia in quanto caregiver primario anche se informale” si legge nel documento ANIA-O.N.Da.
Ciò significa che nel nostro Paese le donne, anche per la struttura della famiglia tipica dell’Italia, molto spesso si prendono cura dei loro familiari che restano vittime di un incidente stradale.
“In tre casi su quattro” spiega Francesca Merzagora, presidente O.N.Da “è la donna che si dedica alla cura di un familiare non autosufficiente, molto spesso abbandonando il proprio lavoro, i propri impegni personali con conseguenze anche psicologiche”.

Proprio per la loro sensibilità e consapevolezza le donne sono state scelte da ANIA come protagoniste dell’iniziativa “Io dissuado”. “È un’idea che vuole spingere i cittadini a diventare dissuasori dei comportamenti scorretti alla guida” spiega Sandro Salvati di ANIA, che conclude “la donna può incarnare questo ruolo alla perfezione diventando il vero testimonial della nostra campagna”.

Fonte: Fondazione ANIA per la sicurezza stradale e O.N.Da - Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna





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