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Ancora fertili dopo l’aborto
Le nuove tecniche utilizzate dai medici in caso di aborto spontaneo nel primo trimestre di gravidanza non comportano rischi per la fertilità della donna
di C. Ferrario

Circa il 15% delle gravidanze si conclude con un aborto spontaneo entro i primi tre mesi, ma le donne che vanno incontro a questa esperienza possono stare tranquille: i moderni metodi per gestire tale situazione non influenzano la possibilità di rimanere di nuovo incinta.
Per decine di anni l’unico trattamento disponibile per le donne in caso di aborto spontaneo nel primo trimestre d gravidanza è stato l’intervento chirurgico per rimuovere i tessuti rimasti nell’utero, ma oggi la situazione è cambiata. Le donne hanno infatti a dsposizione oltre alla chirurgia anche altri trattamenti come, per esempio, l’uso di farmaci che favoriscono l’espulsione dei tessuti nell’utero (trattamento medico) oppure la tecnica “di attesa” che consiste essenzialmente nel non utilizzare i farmaci e nel tenere sotto controllo l’evolversi spontaneo della situazione.
Per meglio comprendere gli effetti di questi trattamenti sulla fertilità, un gruppo di ricercatori inglesi ha recentemente pubblicato i risultati di uno studio che ha coinvolto oltre 750 donne che avevano affrontato un aborto spontaneo ed erano state trattate con il metodo chirurgico, medico o “di attesa”. I dati sono molto incoraggianti: a 5 anni dall’esperienza dell’aborto più dell’80% delle donne è rimasta nuovamente incinta e la maggior parte delle gravidanze è andata a buon fine. Per essere più precisi, le percentuali di bambini nati vivi sono state del 79% con il trattamento “di attesa” e con quello medico e dell’82% con il trattamento chirurgico. Risultati rassicuranti dunque: le donne possono stare tranquille per quanto riguarda la loro possibilità di diventare mamme anche dopo un aborto, indipendenemente dal trattamento al quale sono state sottoposte. Gli autori dello studio però mettono in guardia: “con l’aumentare dell’età della donna e del numero di precedenti aborti spontanei, le possibilità di dare alla luce un bimbo si riducono notevolmente”.

Fonte: Smith L. F. et al; BMJ. 2009 Oct 8;339:b3827.





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