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Il cattivo umore fa male alla salute
Apatia e mancanza di interesse e di progetti per il futuro incidono anche sul nostro stato di salute fisica, a testimonianza dello stretto legame tra corpo e mente
di CriF
Non è solo una questione di umore: essere tristi o svogliati e non avere aspettative può causare gravi danni anche al fisico o può rallentare i processi d guarigione.
Lo confermano i risultati di sue studi condotti da ricercatori canadesi e statunitensi recentemente pubblicati sullo stesso numero della rivista Stroke.
Dopo aver analizzato le risposte a questionari specifici sull’apatia relative a oltre 400 pazienti colpiti da ictus, Nancy Mayo e colleghi hanno osservato che un terzo (33%) delle persone reduci da ictus soffrono di apatia nel primo anno dopo l’attacco. Per loro si tratta di apatia “minore”, mentre per un altro 3% si parla di apatia “maggiore”. I dati relativi alla qualità delle vita, alla ripresa delle attività sociali e alla salute fisica parlano chiaro: l’apatia, anche quella minore, ha un forte impatto negativo sugli esiti dell’ictus. In altre parole questo disinteresse per il mondo che ci circonda rende più difficile i processi di guarigione e di ripresa della vita quotidiana.
Il legame tra umore e salute fisica risulta ancora più chiaro nello studio coordinato da Susan Everson-Rose, che ha coinvolto 559 donne in menopausa.
Alle signore, che non presentavano nessun precedente problema di tipo cardiovascolare, sono state proposte domande sulle loro aspettative e sui loro obiettivi per il futuro ed è stato poi misurato lo spessore delle pareti dell’arteria carotidea, un importante fattore di rischio cardiovascolare: se lo spessore della parete di questo vaso che porta il sangue al cervello aumenta, il rischio di ictus sale. Dalle analisi dei dati raccolti emerge che, in generale, le donne con meno speranze e progetti per il futuro mostrano un aumento di 0,02 millimetri dello spessore dell’arteria, lo stesso inspessimento causato da un anno di invecchiamento.
“Il dato non indica necessariamente che questo stato d’animo ha un diretto effetto fisico sui vasi” precisano gli autori “ma il danno potrebbe essere legato a meccanismi che non sono stati ancora messi in luce”.
Anche se i dettagli di questa complessa relazione non sono ancora del tutto noti, è importante comunque tenere presente che mente e corpo non sono due entità separate, ma si possono profondamente influenzare a vicenda.
Fonte:
A longitudinal view of apathy and its impact after stroke.
Mayo N. E. et al; Stroke. 2009 Oct;40(10):3299-307. Epub 2009 Aug 27.
Hopelessness, depressive symptoms, and carotid atherosclerosis in women: the Study of Women's Health Across the Nation (SWAN) heart study.
Whipple M. O. et al; Stroke. 2009 Oct;40(10):3166-72. Epub 2009 Aug 27.
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