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MOVENS TEST STRESS & AGING
È arrivato in Italia il primo test sulla saliva per la valutazione ormonale dello stress e dell’invecchiamento. Inutile cercare il test fuori dagli ambulatori medici: per leggerlo è indispensabile un professionista specializzato.
di Redazione

MOVENS TEST STRESS & AGING Il ruolo degli ormoni sullo stress e sull’invecchiamento è un fatto ormai noto. In particolare variazioni sostanziali dei valori di cortisolo e DHEA (deidroepiandrosterone) rappresentano, in alcuni momenti della vita, un importante segnale di alterazioni della funzione surrenalica che ha il compito di regolare la resistenza alle malattie e, in pratica, di definire la sensazione di benessere.

La surrenale è una piccola ghiandola (pesa pochissimo, tra 3 e 5 grammi) situata sopra ciascun rene. Produce importanti ormoni - aldosterone, cortisolo, ormoni sessuali, in particolare il DHEA - in grado di influenzare profondamente il metabolismo degli zuccheri, dei grassi e delle proteine oltre a influenzare la risposta immunitaria, la funzione tiroidea e le reazioni di adattamento allo stress.


Cortisolo e DHEA: chi accende e chi spegne

La produzione del cortisolo è controllata dall’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e viene regolata dal ritmo circadiano del ciclo sonno-veglia. Significa che nelle prime ore del mattino, tra le 6 e le 9, l’aumento della produzione surrenalica di cortisolo è responsabile del risveglio fisiologico di ogni individuo, a cui fa seguito un progressivo rallentamento lungo la giornata per raggiungere il minimo verso mezzanotte, periodo in cui l’organismo si dispone al riposo profondo. Grazie al DHEA e al controllo svolto dalla ghiandola surrenalica che intervengono nella produzione del cortisolo, durante la giornata quest’ultimo riduce i suoi livelli nel sangue e il nostro organismo inizia a “spegnersi” lentamente per rigenerarsi durante il sonno e ripartire in forma al mattino.


Due ormoni, tanti ruoli

Cortisolo e DHEA hanno molteplici ruoli. Il cortisolo è implicato in molte funzioni essenziali dell’organismo, dal metabolismo e utilizzo delle proteine, dei carboidrati e dei grassi, alla risposta dell’organismo allo stress fisico o psichico, fino al controllo dell’infiammazione e di livelli adeguati di zucchero nel sangue. Anche il DHEA svolge un ruolo nel metabolismo proteico, glicidico e lipidico, e partecipa al mantenimento di un corretto livello glicemico oltre a contribuire alla regolazione del peso corporeo, della pressione arteriosa e della funzione immunitaria, ma ha il compito fondamentale di controllare e regolare gli effetti negativi del cortisolo. Evidenze sempre più numerose sembrano confermare l’azione antagonistica del DHEA nei confronti del cortisolo.


Cosa accadrebbe se …

… l’equilibrio cortisolo/DHEA venisse interrotto e il cortisolo rimanesse sempre “acceso”? Fisiologicamente già accade nel nostro organismo: con il passare degli anni il cortisolo tende a rimanere costante o ad aumentare, incrementando in modo drammatico in condizioni di stress severo o prolungato. Questo accade perché il DHEA, responsabile dell’equilibrio quotidiano del cortisolo, con il procedere dell’età e dello stress inizia a calare progressivamente, riducendo anche il suo ruolo di controllore.


Rapporto cortisolo/DHEA: un ottimo indicatore di stress

Per tutti questi motivi, il rapporto DHEA/cortisolo costituisce uno strumento di valutazione della capacità di risposta surrenalica allo stress, ma anche uno strumento in grado di monitorare il progredire dell’invecchiamento dell’organismo. L’analisi dei livelli salivari di cortisolo in diversi momenti della giornata, soprattutto al mattino intorno alle 8.00 e nelle ultime ore della sera (22.00-24.00), comparata ai livelli di DHEA, consente di elaborare importanti valutazioni sull’attività della corteccia surrenalica e sulla sua capacità di reagire allo stress. Innumerevoli studi hanno dimostrato inoltre, che le concentrazioni ormonali salivari corrispondono abbastanza fedelmente a quelle degli ormoni “liberi” del sangue. “Gli ormoni misurati in questo test e altre piccole molecole lipofile” spiega Francesco Marotta, esperto di aging e codirettore scientifico del Progetto Venere per sempre “possono oltrepassare la membrana delle ghiandole salivari e raggiungere la saliva con un meccanismo di diffusione passiva che è 10 volte più elevata della velocità del flusso salivare. Per questo motivo, i livelli salivari degli ormoni non risentono di eventuali aumenti di flusso salivare causati da stimolanti come la gomma da masticare”.

Unica nota per chi si appresta a fare il test: evitare di effettuare il test dopo aver spazzolato i denti e rivolgersi al proprio medico in caso di patologie parodontali che potrebbero alterarne i risultati.







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