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MANTIENI L’EQUILIBRIO: SINTONIZZATI CON IL CIBO
di Liana Zorzi

Raggiungere e mantenere l’equilibrio fisiologico e' una questione di coordinamento delle proprie funzioni vitali.

La dieta alimentare puo' giocare un ruolo determinante per raggiungere questo scopo.“Un tassello importante di questo status virtuoso” spiega il professor Franco Dellaglio, Ordinario di Microbiologia della Facoltà di Scienze dell’Università di Verona “e' rappresentato anche dal cibo. Per incidere positivamente sugli equilibri psicofisici, gli alimenti dovrebbero essere sintonizzati con le nostre esigenze fisiologiche che variano con le attivita' che svolgiamo e purtroppo anche con le malattie croniche di cui possiamo essere portatori come diabete, ipertensione, celiachia”.

E' certo pero' che fattori come eta', dieta, trattamenti farmacologici e malattie disturbano l'equilibrio della microflora intestinale alterandone la funzionalita'. Molti studi suggeriscono l’utilizzo regolare di probiotici come azione di prevenzione primaria perche' contribuiscono a mantenere l’intestino sano, a supportare le difese dell'organismo e quindi diminuiscono il rischio di comparsa e sviluppo di malattie.



Datemi tutto purche' sia funzionale!

Da qualche anno sembra che tutti gli alimenti, per fare bene, debbano essere funzionali. In realta', ogni alimento e' funzionale in quanto soddisfa le esigenze nutrizionali ed energetiche dell’individuo, ma molte volte puo' risultare non equilibrato nella sua composizione. Pertanto, sulla scia di quanto gia' accade da tempo in Giappone, un'ampia varieta' di alimenti saranno caratterizzati in futuro, anche in Italia e in Europa, come alimenti funzionali ovvero cibi che dimostrano di avere, oltre agli effetti nutrizionali normali, effetti positivi su una o piu' funzioni specifiche dell'organismo.

“Gli alimenti definiti funzionali” continua Dellaglio “dovranno innanzitutto essere portatori di un valore nutrizionale adeguato, come ad esempio la frutta e le verdure - perché ricchi di acqua, fibre, minerali e vitamine -, alcuni tipi di semi oleaginosi e i loro prodotti derivati - veicoli di preziosi acidi grassi essenziali -, ma sara' importante anche il contenuto di ingredienti aggiuntivi, i probiotici, che possano influire su alcune funzioni del corpo in stretto rapporto con lo stato di salute e benessere o che possano determinare una riduzione del rischio di malattie”.



Non solo latte e yogurt..ma anche molto altro!

La crescente attenzione verso i probiotici testimonia una forte sensibilità del consumatore verso la salute e la prevenzione. Tuttavia, chi intende godere dei benefici dei batteri probiotici è attualmente costretto a inserire nella propria dieta latte e suoi derivati fermentati (yogurt) oppure deve far uso di integratori alimentari in varie forme (liofilizzati, compresse o sospensioni). A fronte di questa limitata gamma di prodotti probiotici, esistono invece innovative tecnologie in grado di consentire l’inserimento di preparati probiotici in alimenti che normalmente non potrebbero contenerli a causa dei processi di lavorazione che causano l'alterazione o la morte dei fermenti lattici. In questo modo, è possibile mangiare – e non soltanto bere – alimenti "salutistici" caratterizzati dalla presenza di microrganismi con proprietà probiotiche.
“Si tratta di un nuovo e promettente campo di ricerca e di possibile sviluppo industriale” conclude il professore di Verona “ che permette l'abbinamento di probiotici con prebiotici (n.d.r. carboidrati complessi non digeribili da parte di alcuni gruppi batterici) che possono operare in modo sinergico nell'intestino favorendo le attivita' positive dei batteri autoctoni con conseguenti benefici sulla salute dell’uomo”.



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L’APPROFONDIMENTO

Proprieta' benefiche dei probiotici:

1. miglioramento dell'equilibrio microbico nell'intestino ed aumento dei microrganismi autoctoni positivi

2. promozione di una adeguata digestione degli alimenti assunti

3. stimolazione di una locale risposta immunitaria

4. aumento della resistenza alle infezioni o alle aberranti funzioni gastro-intestinali

5. supplemento alle terapie antibiotiche che, purtroppo, non si possono evitare in toto.



Secondo il Ministero della Salute, per essere considerati probiotici i microrganismi devono soddisfare i seguenti requisiti:

1. essere sicuri per l'impiego nell'uomo e in particolare non devono essere portatori di antibiotico-resistenze acquisite e/o trasmissibili

2. essere attivi e vitali a livello intestinale in quantita' tale da giustificare gli eventuali effetti benefici rilevati in studi di efficacia

3. essere in grado di persistere e quindi moltiplicarsi nell'intestino umano (resistere alla secrezioni gastro-intestinali, aderire agli epiteli intestinali, colonizzare i siti importanti, produrre sostanze antimicrobiche, competere contro organismi carcinogenici e patogeni)

4. dimostrare clinicamente benefici per la salute

5. sopravvivere ai processi di lavorazione industriale

6. essere stabili (vivi e vitali) nel prodotto fino al momento del consumo.





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