 |
|
LA MENOPAUSA: UN IMPORTANTE FATTORE DI RISCHIO PER PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI E OSTEOPOROSI
Stili di vita, terapie ormonali sostitutive, terapie con fitoestrogeni e ormoni bioidentici rappresentano una parte importante della window of opportunities per il trattamento dei disturbi temporanei e la prevenzione del rischio cardiovascolare e osteoporotico correlato al processo di senescenza che, nella donna, inizia con la menopausa.
di Liana Zorzi per DOCTOR allegato Corriere Medico
La menopausa rappresenta senz'altro l'inizio di nuovi processi biologici naturali, spesso negativi, che interessano diverse funzioni dell'organismo, con conseguenze e ripercussioni sulla qualità di vita. Per questo motivo, ridurre la menopausa a un periodo di disturbi più o meno sopportabili significa non considerare questo evento parte del processo di senescenza della donna. “A tal scopo, invece, è importante che il medico di famiglia e il ginecologo capiscano che esistono diverse donne, diverse menopause e quindi diverse soluzioni terapeutiche personalizzate” dichiara Paolo Mannella, ginecologo e ricercatore presso l'Università di Pisa. “Il fatto che talvolta medico di famiglia e ginecologo abbiano pareri contrastanti in merito alle strategie preventive che la donna dovrebbe iniziare a mettere in atto, tende a creare confusione nella paziente soprattutto quando il ginecologo prescrive la TOS e il medico di famiglia non è d’accordo. È innegabile che questo possa comportare anche il rischio che una non corretta informazione privi della TOS quelle donne che ne potrebbero invece beneficiare” dice l’esperto. “Quando è evidente nella donna un atteggiamento contrario all’utilizzo della TOS, gli specialisti tendono a prescrivere terapie a base di fitoestrogeni pur sapendo che dal punto di vista scientifico i benefici della TOS sono superiori alla terapia con fitoestrogeni”.
Paese che vai, menopausa che trovi
Il fatto che fra le donne cinesi e giapponesi si siano riscontrate una minore incidenza di malattie come l'osteoporosi e l'aterosclerosi, e molti meno disturbi "tipici" della menopausa (per esempio, solo il 10-20% delle giapponesi o delle donne di Hong Kong lamenta vampate di calore, contro il 45-80% delle occidentali), ha stimolato la ricerca scientifica a cercare di individuare il meccanismo d'azione dei derivati della soia. Dal punto di vista scientifico si ritiene che tali azioni siano mediate proprio dai fitoestrogeni, in particolare la genisteina e la daidzeina, che hanno una conformazione chimica simile a quella dell'estradiolo. In realtà, molti studi tra cui alcuni effettuati presso l’Università di Pisa, hanno dimostrato che la funzione protettiva degli isoflavoni può essere determinata dalla presenza in circolo di estrogeni endogeni. In merito sono in corso ancora studi sugli isoflavoni, fitoestrogeni contenuti soprattutto nella soia e suoi derivati, che non si riferiscono a trattamenti preventivi ma curativi di disturbi a breve termine quali le vampate.
Trattamenti non farmacologici di indiscussa efficacia nei confronti dei sintomi temporanei si sono dimostrate sia l’attività fisica (nella riduzione del rischio di osteoporosi e cardiovascolare, oltre che nella riduzione del peso, dell’incontinenza urinaria, e dei sintomi vasomotori), sia una dieta appropriata (riduce il rischio di osteoporosi, il rischio cardiovascolare, il peso e i sintomi vasomotori).
Cosa vogliono le donne
Purtroppo, il Grande Dibattito ancora in corso, e la divisione della comunità medica in merito alle scelte preventive per la donna durante le varie fasi della menopausa, ha contribuito a mantenere la maggior parte delle donne sotto un velo di ignoranza intorno all’argomento. Infatti, nonostante la menopausa sia un evento del tutto prevedibile e noto, tuttavia la maggior parte delle donne intervistate nell’ambito del progetto ISS (www.snlg-iss.it) giunge alla menopausa senza un’informazione adeguata ai suoi bisogni a fronte di conoscenze insufficienti, non sempre coerenti e talvolta ottenute da fonti non qualificate.
|
|
|
|
|